4Science annuncia il Go-Live del nuovo DSpace-CRIS di Cornell University
Siamo lieti di comunicare il Go-Live ufficiale del nuovo DSpace-CRIS di Cornell University, consultabile all’indirizzo Cornell eCommons :: Home
Con questo importante traguardo, il patrimonio di ricerca della Cornell è ora disponibile nella nuova piattaforma DSpace-CRIS, completamente aggiornata, potenziata e progettata per offrire un’esperienza d’uso più efficiente.
Cornell University, punto di riferimento globale per la produzione scientifica e tecnologica, rafforza così il proprio impegno verso l’Open Science, garantendo che risultati, scoperte e contributi scientifici siano liberamente consultabili, riutilizzabili e condivisibili all’interno della comunità accademica e oltre.
Cosa cambia con il nuovo DSpace-CRIS?
-
Accessibilità completa dei contenuti nella nuova versione del repository, ora pubblicamente disponibili sulla piattaforma aggiornata.
-
Significativi miglioramenti di performance, con tempi di risposta più rapidi e una gestione ottimizzata anche per grandi volumi di dati.
-
Usabilità potenziata grazie a un’interfaccia più chiara, fluida e orientata alle esigenze dei ricercatori e degli utenti finali.
-
Integrazione avanzata del modello CRIS
Il Go-Live del nuovo repository DSpace-CRIS rappresenta un passo deciso verso una ricerca più trasparente, collaborativa e orientata all’impatto. Cornell University dimostra ancora una volta come la condivisione della conoscenza sia un elemento fondamentale per accelerare il progresso scientifico e generare valore per la società.
Siamo orgogliosi di aver accompagnato Cornell in questo percorso e di contribuire al futuro dell’Open Science tramite soluzioni tecnologiche avanzate e pienamente orientate alla comunità della ricerca.
Coordinamento e miglioramento continuo: conosciamo Gìa del Rosso, Project Manager
I volti 4Science: conosciamo Gìa del Rosso, Project Manager

Anni di strette di mano interrogative e gare di spelling per districare un evidente rebus: Gia, nota all’anagrafe Giovina Angela del Rosso. I colleghi di 4Science hanno garantito una pacificazione quando, con un guizzo di genio, hanno risolto l’enigma della trascrizione, passando alla variante “Gìa”. L’accento dirime i dubbi. Per il resto, rimane in incognito. Dopotutto, i test di QA insegnano che la modalità incognito è il modo più semplice per eludere la cache.
Ma è arrivato il momento di premere F5 e svelare i misteri.
Laureata in Filologia tra Bari e Stoccolma, ha proseguito il percorso accademico con un dottorato di ricerca tra Roma e Monaco con curriculum in Linguistica e un focus in analisi spettroacustica. Secondo una leggenda metropolitana, si veste sempre di nero proprio per questi spettri. Ma i vicini di casa chiariscono che si tratta un fraintendimento: il total black è solo perché le piace l’heavy metal.
Dal 2014 si è dedicata a progetti che includono raccolta, descrizione e analisi di dati orali. Un modo accademico per dire che, munita di microfoni, rincorreva teleologicamente conoscenti e sconosciuti. Così ha imparato sul campo quanto possa essere critico e oneroso descrivere, conservare e trattare i dati in modo sicuro, possibilmente mettendoli a disposizione della comunità dei ricercatori. E non lo dimentica.
Le esigenze relative a standard, schemi di metadati, cybersicurezza e digital preservation ante litteram hanno trovato risposta e soluzione in 4Science.
Nel 2023, Gia si unisce alla squadra e si chiude il cerchio. Come project manager, coordina progetti per tutelare e valorizzare i beni digitali, guidandone l’evoluzione con uno sguardo sempre rivolto al prodotto. La sua bussola è navigare tra esigenze specifiche e sostenibilità per la community, con un occhiosempre rivolto alla manutenibilità delle soluzioni.
Anche per questo, nella roadmap del 2026, sponsorizzerà il total black come dress code trasversale: si sa che troppa luce attira i bug. Per tutto il resto, ci sono test rigorosi e qualità dei rilasci.
Il suo superpotere è puntare instancabilmente al miglioramento continuo.
4Science supporta la Sustainable Libraries Initiative
Siamo orgogliosi di annunciare che 4Science ha scelto di supportare la Sustainable Libraries Initiative, rafforzando il proprio impegno per la sostenibilità e la conoscenza aperta.
Perché lo facciamo
Biblioteche accademiche, archivi e musei sono infrastrutture essenziali per la produzione, la conservazione e la trasmissione della conoscenza. Oggi più che mai, queste istituzioni sono chiamate a contribuire alla costruzione di futuri ambientalmente responsabili e socialmente equi. Attraverso tecnologie open source e infrastrutture digitali sostenibili, 4Science si impegna a supportarle nel loro ruolo di presìdi culturali, scientifici e civici, capaci di generare impatto positivo e resilienza nei territori e nelle comunità di riferimento.
Il nostro impegno
Il sostegno alla Sustainable Libraries Initiative assume un significato particolare in una fase storica in cui gli effetti del cambiamento climatico incidono sempre più sulle attività di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e sulla continuità dei servizi per gli utenti.
Rafforzare istituzioni che promuovono educazione, accesso aperto alla conoscenza, pianificazione di lungo periodo e gestione responsabile delle risorse significa contribuire concretamente a un ecosistema della ricerca e della cultura più sostenibile.
Il nostro impegno per il software open source garantisce soluzioni riusabili, interoperabili ed estensibili, sviluppate e mantenute in modo collaborativo: un approccio che prolunga il ciclo di vita delle infrastrutture digitali, riduce la duplicazione degli sforzi e ottimizza l’impiego delle risorse pubbliche.
Attraverso soluzione appositamente concepite e che evolvono per rispondere alle esigenze particolari delle community internazionali della ricerca e del patrimonio culturale, 4Science consente ad atenei, enti di ricerca, istituti di conservazione e organizzazioni culturali di adottare pratiche digitali sostenibili senza affrontare continui processi di ri-sviluppo.
Il nostro modello operativo privilegia la collaborazione da remoto, soluzioni cloud-ready e la condivisione digitale della conoscenza, riducendo la necessità di spostamenti e infrastrutture fisiche. Inoltre, il supporto alla gestione dei dati della ricerca, alla trasparenza e all’open access favorisce la produzione di evidenze scientifiche sul clima e processi decisionali informati, contribuendo in modo diretto alle strategie globali per la sostenibilità.
Il nostro supporto
Il sostegno alla Sustainable Libraries Initiative riflette una visione più ampia: integrare innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e impatto sociale per accompagnare biblioteche accademiche, archivi e musei in un percorso di crescita sostenibile, capace di rispondere alle sfide di un contesto in rapida trasformazione.
Per saperne di più
Liberabit si rinnova: online la nuova versione della digital library dell’Università di Salerno
Liberabit si rinnova – È online la nuova versione di Liberabit, la digital library dell’Università degli Studi di Salerno, dedicata alla conservazione, alla fruizione e alla valorizzazione del patrimonio librario e archivistico dell’Ateneo e delle istituzioni partner.
Concepita come un ecosistema in costante evoluzione, Liberabit raccoglie e organizza fondi librari e archivistici, collezioni di periodici, materiali documentari e iconografici, offrendo una visione ampia e strutturata del patrimonio culturale universitario. La piattaforma consente una consultazione chiara e immersiva degli oggetti digitali, favorendo l’accesso sia della comunità accademica sia del pubblico non specialistico interessato alla storia culturale e intellettuale del territorio.
Un ruolo centrale è svolto dai periodici storici, risorsa fondamentale per lo studio della produzione scientifica, letteraria e divulgativa tra Otto e Novecento, e dai fondi personali, che restituiscono il contesto di produzione delle opere e delle attività intellettuali. Tra questi, particolare rilievo assume l’Archivio Domenico Rea, presentato durante le due giornate di studio “Le carte di don Mimì. Domenico Rea poeta” (26–27 gennaio 2026, Università degli Studi di Salerno – Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”), dedicate a riscoprire l’opera di una delle voci più originali del Novecento italiano attraverso manoscritti, documenti personali e materiali d’archivio. Il fondo documenta in modo organico l’attività letteraria e giornalistica dello scrittore, offrendo a studiosi e ricercatori materiali essenziali per l’approfondimento della sua opera e del panorama culturale del Novecento italiano.
Accanto all’Archivio Rea, Liberabit ospita numerosi altri fondi e raccolte specialistiche, oltre a collezioni periodiche e documentarie che testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio conservato dall’Università di Salerno. La digital library si configura come un vero e proprio spazio di incontro tra biblioteche e archivi, capace di valorizzare materiali eterogenei all’interno di un ambiente plurale ma coerente.
Il progetto, realizzato con il supporto tecnico di 4Science, si basa su DSpace‑GLAM, integrato con lo standard IIIF (International Image Interoperability Framework), che permette di visualizzare, confrontare e riusare le immagini digitali in modo interoperabile tra piattaforme diverse, garantendo una gestione sostenibile delle collezioni e modalità di consultazione avanzate (zoom, confronto affiancato, annotazioni). La nuova versione di Liberabit rafforza quindi il ruolo della digital library come strumento strategico per la memoria, la ricerca e la condivisione del patrimonio culturale, confermandosi come un progetto aperto e in continuo arricchimento.
Visita Liberabit: https://www.liberabit.unisa.it/home
DSpace-CRIS e DSpace-GLAM, ecosistemi sempre più accessibili: l’impegno di 4Science
DSpace-CRIS e DSpace-GLAM ecosistemi sempre più accessibili – Le soluzioni di 4Science basate su DSpace sono allineate alla roadmap di accessibilità della community e mirano a conformarsi alla versione corrente delle WCAG a livello AA.
L’interfaccia utente delle applicazioni si sforza di rispettare i criteri WCAG AA e, in alcuni casi, supporta anche requisiti di livello AAA. Il cammino verso la piena accessibilità è, comunque, un percorso continuo e sempre in evoluzione, che richiede aggiornamenti costanti, test periodici e la collaborazione attiva dell’intera community.
4Science, inoltre, lavora fianco a fianco con i propri clienti e partner per accelerare il miglioramento delle proprie soluzioni, anche attraverso progetti condivisi che alimentano la roadmap evolutiva dei prodotti.
In particolare, nel contesto delle soluzioni GLAM, 4Science mette a disposizione strumenti avanzati per la gestione e la visualizzazione di immagini e media, progettati per offrire un’esperienza di consultazione più inclusiva e che contribuiscono a migliorare l’accessibilità e la fruibilità delle collezioni digitali: dall’estrazione del testo dalle immagini, al text-to-speech sui metadati all’estrazione e visualizzazione dei sottotitoli per quanto riguarda le risorse audio e video,
In prospettiva, 4Science sta lavorando anche al miglioramento dell’accessibilità dei viewer IIIF utilizzati nei progetti GLAM, in linea con le raccomandazioni emergenti nella comunità internazionale e con le buone pratiche per l’accesso ai contenuti culturali digitali da parte di tutti gli utenti.
Per chi desidera approfondire le singole questioni di accessibilità ancora aperte o già affrontate, è possibile consultare le issue etichettate “accessibility” nel progetto dspace-angular su GitHub, che tracciano in modo trasparente i miglioramenti in corso.


I volti 4Science: conosciamo Francesco Pio, Software Analyst
Francesco Pio, aka Pio (o per i più intimi Piuccio), entra a far parte di 4Science nel lontano 2018.
È praticamente un veterano nonostante la sua giovane età anagrafica, il che lo rende un vecchio dentro.
Infatti siamo dinanzi ad un paradosso vivente: 8 anni di esperienza e soli 28 anni di età, praticamente mentre tutti i suoi coetanei si chiedevano cosa volessero fare da grande, lui aveva già imboccato la strada dell’open science.
Entra in 4Science come sviluppatore software e c’è da dire che in questo lungo periodo ne ha viste moltissime, saltando come una trottola tra rilasci in produzione il venerdì sera, bug fixing dell’ultimo minuto su problemi che nemmeno si pensava di avere, il classico NullPointerException a riga 42 e il solito “ma questo funzionava sulla mia macchina“.
Pio, sostenitore accanito del movimento “il codice ha sempre ragione“, è tra quelli che, dinanzi ad un presunto problema, procedono sempre ad analizzare il codice per confermare la problematica e poi fornire la relativa risoluzione.
Inoltre crede fermamente nel Rubber Duck Debugging, perché una paperella di gomma che ti fissa intensamente con sguardo vacuo, oltre ad essere un ottimo soprammobile, ti aiuta a ragionare.
Nel tempo ha raffinato le sue competenze di analisi tecnica e risoluzione dei problemi (non quella di Windows), tant’è vero che oggi vanta la spilletta di Software Analyst: praticamente è nel gruppetto di quelli che analizzano tecnicamente le problematiche, studiano la loro fattibilità e forniscono soluzioni, o almeno questo è quello che raccontano.
Pio, che praticamente è stato cresciuto in 4Science, ha sposato fin dal principio i movimenti cardine, tra cui l’open access e, più in generale, l’open science.
Crede fermamente che si debba fornire libero accesso alla conoscenza, senza barriere né confini.
Questo gli permette di essere super motivato nel fornire la sua competenza tecnica al servizio di istituzioni che vogliono condividere il loro sapere con tutto il mondo.
Nel mondo tech è amante dell’open source e contribuisce attivamente nella community internazionale dietro DSpace.
Ovviamente non è sull’open science 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Infatti continua a studiare a La Sapienza di Roma per conseguire la laurea in Informatica.
Mentre nel tempo libero coltiva i suoi hobby, tra cui i giochi da tavolo, la lettura di libri a patto che siano distopici, fantasy o di fantascienza.
Inoltre ha una passione per il pianoforte, tant’è vero che si diletta nello studio di spartiti musicali di canzoni famose in modo da poterle riprodurre in momenti speciali.
Ci tiene a sottolineare che non siamo a livelli altissimi e rassicura il mondo intero che non siamo dinanzi al nuovo Beethoven.
Profilo LinkedIn