4Science a Open Repositories 2026: costruire il futuro della conoscenza aperta e del patrimonio digitale

Giugno è stato un mese importante per la comunità internazionale impegnata nella diffusione della conoscenza aperta. Il team di 4Science ha partecipato a Open Repositories 2026 , uno degli appuntamenti più rilevanti a livello mondiale per chi lavora alla conservazione, valorizzazione e condivisione del patrimonio digitale.

Durante l’evento abbiamo presentato sei contributi dedicati all’evoluzione degli archivi digitali, alla ricerca aperta e alle nuove prospettive per le istituzioni culturali e accademiche. La conferenza ha inoltre coinciso con un momento storico per la comunità DSpace: il rilascio ufficiale di DSpace 10, primo passo concreto verso l’integrazione tra DSpace e DSpace-CRIS.

Un’evoluzione che guarda a un obiettivo comune: creare ambienti digitali sempre più aperti, interoperabili e capaci di raccontare la conoscenza in modo ricco e accessibile.

 

DSpace 10 e il percorso verso una piattaforma sempre più integrata

Due sessioni del programma hanno approfondito l’evoluzione della piattaforma e il percorso di convergenza tra DSpace e DSpace-CRIS.

Dalla gestione dei dati alle relazioni tra conoscenze: verso un ecosistema unico

Uno degli interventi ha analizzato il passaggio dai diversi modelli utilizzati da DSpace e DSpace-CRIS per collegare e descrivere le informazioni.

L’obiettivo è superare una gestione frammentata dei contenuti e arrivare a un modello più integrato, capace di rappresentare in modo completo il patrimonio informativo delle istituzioni: pubblicazioni, persone, enti, progetti, collezioni e attività di ricerca.

Le prossime evoluzioni della piattaforma saranno orientate alla realizzazione di una soluzione sempre più unificata, pensata per rispondere alle esigenze di università, centri di ricerca e istituzioni culturali.

Maggiore trasparenza nella gestione degli archivi digitali

Abbiamo inoltre presentato la nuova funzionalità Audit Trail di DSpace 10, uno strumento che permette di tracciare tutte le attività svolte all’interno del repository: dalle modifiche ai metadati alla gestione dei contenuti digitali.

Una maggiore trasparenza che rafforza la fiducia nei sistemi di conservazione digitale e supporta le istituzioni nella gestione responsabile del proprio patrimonio informativo.

 

Collaborazioni e nuovi strumenti per una conoscenza sempre più connessa

Strumenti e infrastrutture della ricerca entrano nel modello DSpace-CRIS

Grazie al supporto della Vietsch Foundation, il progetto realizzato insieme a euroCRIS e alla Technical University of Hamburg amplia il modello dati di DSpace-CRIS includendo strumenti, infrastrutture e strutture dedicate alla ricerca.

Questo permette di rappresentare non solo i risultati della ricerca, ma anche gli ambienti e le risorse che li rendono possibili, creando una visione più completa dell’ecosistema scientifico.

Nuove opportunità grazie all’integrazione con CORE

La collaborazione strategica con CORE porta nuove funzionalità all’interno dell’ambiente DSpace: strumenti per suggerire contenuti rilevanti, importare automaticamente nuove risorse e migliorare la classificazione dei contenuti secondo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Un ulteriore passo verso archivi digitali più intelligenti, capaci di favorire la scoperta e la circolazione della conoscenza.

Patrimonio culturale digitale: raccontare la storia attraverso spazio, tempo e relazioni

Uno dei momenti più significativi della nostra partecipazione è stato dedicato al patrimonio culturale digitale, con la presentazione di Historica, la biblioteca digitale dell’Università di Bologna, realizzata sulla piattaforma DSpace-GLAM di 4Science.

Historica rappresenta un nuovo modo di concepire gli archivi digitali: non semplici raccolte di documenti e immagini, ma ambienti narrativi capaci di mettere in relazione oggetti, persone, luoghi ed eventi storici.

Attraverso percorsi interattivi, mappe, linee temporali e servizi avanzati per la consultazione delle immagini basati sullo standard internazionale IIIF, gli utenti possono esplorare il patrimonio storico in maniera più coinvolgente e intuitiva.

Un approccio che valorizza le collezioni digitali e le trasforma in vere esperienze di conoscenza.

Archivi digitali affidabili, sostenibili e accessibili

Durante la conferenza, il nostro COO Andrea Bollini ha presentato il lavoro svolto per rendere i repository DSpace sempre più affidabili e performanti.

Il tema è stato al centro anche della keynote di apertura di Open Repositories 2026, dove diversi esperti internazionali hanno sottolineato come gli archivi digitali siano ormai infrastrutture fondamentali per la ricerca e la diffusione della conoscenza.

Nel 2025 4Science ha avviato una trasformazione della propria infrastruttura tecnologica, passando da sistemi cloud tradizionali a un’architettura moderna basata su tecnologia AWS Kubernetes.

Questo percorso permette di garantire maggiore affidabilità, capacità di crescita e sostenibilità ambientale, riducendo sprechi di risorse e migliorando l’efficienza dei servizi offerti alle istituzioni.

Molti dei miglioramenti sviluppati sono stati inoltre restituiti alla comunità open source e al progetto DSpace.

La riflessione conclusiva della conferenza ha ribadito un punto centrale: i repository rappresentano una componente essenziale dell’infrastruttura digitale della conoscenza e devono rimanere resilienti, aperti e indipendenti.

Per questo 4Science continua a sostenere un approccio “Open Source First”, come contributo concreto alla sovranità digitale e alla tutela del patrimonio informativo delle istituzioni.

Intelligenza artificiale e conoscenza aperta: una nuova sfida per il futuro

Uno dei temi più discussi a Open Repositories 2026 è stato il rapporto tra archivi digitali e Intelligenza Artificiale.

Da una parte, l’AI offre nuove possibilità per migliorare la scoperta dei contenuti, arricchire le descrizioni, suggerire collegamenti e rendere la ricerca più efficace.

Dall’altra, pone nuove sfide legate alla crescente raccolta automatizzata delle informazioni da parte degli agenti intelligenti.

In un mondo in cui la conoscenza viene sempre più scoperta attraverso strumenti basati sull’intelligenza artificiale, la visibilità dei contenuti digitali diventa fondamentale.

I repository del futuro dovranno essere progettati per essere accessibili non solo alle persone, ma anche alle nuove tecnologie che permettono di esplorare e interpretare il patrimonio culturale e scientifico.

Con la sua nuova infrastruttura basata su architetture moderne e sostenibili, 4Science lavora per rendere queste opportunità disponibili a istituzioni di ogni dimensione, contribuendo a costruire un futuro in cui la conoscenza rimanga aperta, condivisa e accessibile.

Ho mantenuto il riferimento a DSpace/DSpace-CRIS perché è importante per il posizionamento del brand, ma ho ridotto il linguaggio “da developer” e valorizzato il messaggio per il settore culturale italiano.

Determinazione e competenza al servizio dell’open source: conosciamo Francesco Molinaro, Software Developer di 4Science

I volti 4Science: conosciamo Francesco Molinaro, Software Developer 

Francesco Molinaro Software Developer

Arrivato in 4Science nel 2023, “Moly” si è da subito integrato nel team di sviluppo dimostrando curiosità genuina, grande determinazione e ritmi di lavoro da capogiro, guadagnandosi in poco tempo un altro soprannome tutto suo: Holy Moly!

Originario del Molise — quella regione italiana che esiste eccome, e che a quanto pare produce ottimi sviluppatori — è entrato a far parte del team dopo una lunga esperienza oltralpe, dove ha lavorato per anni come sviluppatore e consulente specializzandosi nel framework Angular. Fin dai primi mesi si è immerso nei progetti più disparati e, mattone dopo mattone, pull request dopo pull request, ha costruito una conoscenza profonda del codice e delle sue sfumature, arrivando a essere nominato committer dalla community di DSpace.

Il suo lavoro spazia dalla risoluzione di bug complessi alla progettazione di nuove funzionalità, dalla code review dei colleghi alla partecipazione attiva alle discussioni tecniche della community open source.

Quando non è immerso tra repository, issue e discussioni tecniche, Moly ama rallentare il ritmo dedicandosi alle sue passioni: la pesca, che gli regala la pazienza necessaria per affrontare anche i bug più ostinati; i giochi di carte, dove strategia e intuito fanno spesso la differenza; e la cucina, terreno ideale per sperimentare, dosare ingredienti e creare qualcosa di nuovo.

Curioso, pragmatico e sempre pronto a mettersi in gioco, Moly rappresenta perfettamente lo spirito di 4Science: competenza tecnica, voglia di imparare e la capacità di affrontare ogni sfida con entusiasmo e determinazione.

Profilo LinkedIn

Il nuovo Repository dell’Università di Nottingham basato su DSpace-CRIS è online

Il nuovo Repository dell’Università di Nottingham basato su DSpace-CRIS

Il nuovo Repository dell’Università di Nottingham

Il nuovo repository dell’Università di Nottingham è basato su DSpace-CRIS versione 8 ed è completamente ospitato su infrastruttura cloud AWS, con un’architettura moderna basata su Amazon EKS (Elastic Kubernetes Service).

Questa configurazione cloud-native garantisce scalabilità, resilienza, alta disponibilità e sostenibilità nel lungo periodo, rispondendo alle esigenze in continua evoluzione di ricercatori, amministratori e dell’intera comunità accademica.

Una piattaforma unificata e pronta per il futuro

Il nuovo portale nasce dalla fusione di due precedenti repository istituzionali, integrandone contenuti, flussi di lavoro ed esperienza utente in un unico ambiente digitale.

Tutte le principali personalizzazioni sono state accuratamente migrate e ottimizzate, assicurando continuità, coerenza e una migliore esperienza d’uso sia per gli utenti finali sia per i gestori del repository.

Le principali funzionalità

  • Add-on IIIF & Document Viewer
    Visualizzazione avanzata delle immagini, zoom ad alta definizione e interoperabilità per collezioni multimediali ricche.
  • Add-on Data Quality
    Strumenti dedicati al miglioramento della coerenza, accuratezza e completezza dei metadati.
  • Add-on Analytics
    Insight dettagliati sull’utilizzo e reportistica avanzata per monitorare le performance del repository.
  • Integrazione ORCID
    Identificazione affidabile dei ricercatori e attribuzione automatica delle pubblicazioni.
  • Integrazione DataCite
    Registrazione semplice e immediata dei DOI per prodotti della ricerca e dataset.
  • Autenticazione Shibboleth
    Accesso sicuro e intuitivo tramite le credenziali istituzionali.
  • Integrazione GROBID
    Estrazione automatizzata dei metadati dai documenti PDF, con un miglioramento dei processi di acquisizione dei contenuti.
  • Personalizzazioni legacy preservate
    Le funzionalità sviluppate sui sistemi precedenti sono state consolidate in un’unica piattaforma autorevole e centralizzata.

Innovazione al servizio dell’infrastruttura della ricerca

Questo progetto dimostra come 4Science accompagni le istituzioni lungo il percorso di evoluzione dei propri repository digitali, combinando:

  • tecnologie open source all’avanguardia

  • infrastrutture cloud-native robuste

  • servizi di hosting gestiti sicuri e affidabili

  • soluzioni personalizzate in linea con le esigenze istituzionali

Scopri il repository: https://repository.nottingham.ac.uk/home

Tecnica e dedizione: conosciamo Ludovica Campione, Senior Service Desk Analyst 

I volti 4Science: conosciamo Ludovica Campione, Senior Service Desk Analyst

Ludovica Campione

C’è chi entra in una stanza e si presenta. E c’è chi entra, risolve un problema di configurazione, sforna una torta vegana e ti convince a comprare dei pattini in linea — tutto prima del secondo caffè. Ludovica Campione, per tutti La Ludo, è chiaramente della seconda categoria.

Con un dottorato in Storia del Teatro e un passato da italianista in Inghilterra – sua terra di elezione come una vera eroina della dark academia – La Ludo porta in 4Science uno sguardo capace di cogliere le ragioni che sottendono a richieste e decisioni: implementazioni, desiderata e flussi di ticket. E, perché no, una bella dose di teatro sperimentale.

In 4Science dal 2023, è diventata rapidamente il riferimento tecnico del team Delivery. È la più tecnica del gruppo e ha avuto il merito di diffondere l’arte delle configurazioni tra i colleghi umanisti. Esperta del mondo GLAM, è il grillo parlante del Product Owner perché si mette all’ascolto dei clienti e si batte per rendere le Digital Library un posto sempre migliore. Appassionata di UX/UI, è capace di annusare combinazioni di colori non accessibili a 100 metri di distanza.

Il suo motto è “Se posso impararlo, posso farlo”. Questo spiega molte cose, al lavoro e nella vita. La Ludo si dedica a un hobby non per diletto, ma per diventare la massima esperta nel settore. Dopo una serie di riuscitissime borse all’uncinetto, la tecnica è masterizzata: ora è il momento del pattinaggio. Se inavvertitamente vi avvicinate a lei nel momento clou, finirete presto inghiottiti nella passione del momento.

Su una cosa, però, non demorde: la caccia a lembi di pelle da tatuare. Detiene, infatti, con orgoglio il primato di persona più tatuata di 4Science. Vegana e antispecista, La Ludo non perde tempo con le parole, ma va direttamente ai piatti: il tofu, ormai, non manca mai nelle dispense dei suoi colleghi. Al suo fianco, in molte avventure, c’è la sua cagnolina Poppy.

Che si tratti di un collega o di un cliente in difficoltà, o di una battaglia che vale la pena combattere, La Ludo c’è. Con la stessa energia con cui ha imparato tutto quello che sa, e con cui sta già pianificando cosa imparare dopo.

Profilo LinkedIn

Quando la scelta tecnologica crea opportunità: DSpace-GLAM e il percorso verso I.PaC

DSpace-GLAM verso I.PaC – Tra i 20 enti ammessi al finanziamento per l’adesione all’Infrastruttura digitale per il patrimonio informativo culturale – I.PaC., che stanno per avviare le attività di cooperazione con l’infrastruttura nazionale ECOMIC, 10 avevano già scelto e adottato DSpace-GLAM per la costruzione della propria digital library, usufruendo dei servizi qualificati ACN di 4Science Spa. Questo evidenzia come il finanziamento sia stato ottenuto anche grazie a tale scelta tecnologica.

I.PaC è l’infrastruttura digitale che offre servizi avanzati per l’arricchimento e la valorizzazione del patrimonio informativo culturale, anche tramite tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale. L’infrastruttura è parte del progetto di trasformazione digitale promosso dalla Digital Library della Direzione generale per la Digitalizzazione e la Comunicazione del Ministero della Cultura, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

I.PaC prevede quattro modalità di adesione — integrata, federata, versante e di accesso — che rispondono a diverse esigenze nella gestione e valorizzazione del patrimonio digitale. La scelta della modalità più idonea varia in base alla maturità tecnologica, agli obiettivi e alle caratteristiche tecniche e funzionali di ogni sistema aderente, determinando al contempo il livello di accesso ai servizi previsti dall’infrastruttura.

Proprio per la sua maturità tecnologica, DSpace-GLAM si conferma una piattaforma vincente per progetti di cooperazione e interoperabilità integrati e federati, vale a dire quei sistemi informativi (integrati) che sono in grado di integrare i servizi I.PaC per conferire, gestire e depositare risorse digitali e metadati descrittivi, mantenendo il controllo sul loro intero ciclo di vita, o quelli (federati) che mantengono e gestiscono le risorse digitali nei propri ambienti, condividendo con I.PaC metadati descrittivi e riferimenti esterni secondo protocolli standard.

DSpace-GLAM è un DAMS pensato per il patrimonio culturale digitale: integra lo standard IIIF, adotta schemi di metadati allineati agli standard nazionali e offre servizi di interoperabilità che lo rendono particolarmente adatto agli obiettivi di I.PaC e ai nuovi ecosistemi della cultura digitale.

Per 4Science è un privilegio essere parte di questo percorso. Con responsabilità, entusiasmo e ascolto, continuiamo a lavorare al fianco degli enti per accompagnarli in una fase delicata e strategica, con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di progetti destinati a generare valore per il sistema culturale italiano.

La donazione Lambertini e il suo ingresso nella Rovereto Digital Library

La collezione Lambertini della Rovereto Digital Library – Nel 2023 il giornalista, critico e scrittore Luigi Lambertini ha donato alla Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto il proprio archivio, che comprende una preziosa collezione d’arte.

Quest’ultima comprende 143 opere tra dipinti, disegni, stampe e sculture, realizzate da alcuni tra i più importanti artisti del Novecento con cui Lambertini ha intrattenuto rapporti di amicizia e collaborazione: Luigi Veronesi, Arnaldo Pomodoro, Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Alberto Burri e molti altri.

Proprio la collezione d’arte è stata oggetto di digitalizzazione e successiva importazione nella Rovereto Digital Library, attiva dal 2024 sulla piattaforma DSpace‑GLAM.

Il gruppo di lavoro ha metadata­to le opere utilizzando un set derivato dalla scheda OA per la catalogazione delle Opere e degli Oggetti d’Arte inserendo le digitalizzazioni all’interno dell’ecosistema di conoscenza condivisa messo a disposizione da DSpace-GLAM nell’ottica di una fruizione aperta e duratura nel tempo. Studiosi e cittadini possono oggi ricercare le opere d’arte donate da Lambertini all’interno della biblioteca digitale, navigando tra le relazioni e visualizzando i dettagli di ogni dipinto, disegno, stampa e scultura tramite il visualizzatore avanzato Mirador; potranno consultare un percorso di dieci opere emblematiche scelte dalla Biblioteca per raccontare la collezione d’arte e, al contempo, offrire uno sguardo sulle principali ricerche artistiche del Novecento.

DSpace‑GLAM si conferma così un potente strumento di diffusione culturale, capace di connettere patrimoni, saperi e comunità in un ambiente digitale aperto e condiviso. Invitiamo tutti ad esplorare la biblioteca digitale della Biblioteca Civica “Tartarotti” e ad accedere liberamente ai materiali della donazione Lambertini, per scoprire e approfondire l’arte del Novecento.

Per approfondire: