4Science sostenitrice della Barcelona Declaration Conference 2026

Barcelona Declaration Conference 2026 4Science rinnova il proprio impegno a favore dell’Open Research Information rientrando tra i sostenitori della Barcelona Declaration Conference 2026 — “Aligning Policy & Practical Implementation”, in programma il 24 e 25 novembre presso la sede della Leibniz Association a Berlino (con possibilità di partecipazione online).

Il contributo di 4Science al Participation Support Fund della conferenza aiuta a superare le barriere economiche alla partecipazione, sostenendo i costi di viaggio e alloggio di partecipanti provenienti da otto Paesi — Austria, Brasile, Cile, Francia, Georgia, India, Messico e Nigeria — incluse persone in contesti europei privi di finanziamenti istituzionali.

La conferenza, organizzata dalla Barcelona Declaration insieme alla Leibniz Association e all’Helmholtz Open Science Office, riunirà la comunità internazionale di firmatari, sostenitori e stakeholder per confrontarsi su come allineare le politiche per l’informazione aperta sulla ricerca con la loro implementazione pratica.

4Science parteciperà all’evento e sarà presente tra i sostenitori sul sito della conferenza e nei materiali dell’evento.

👉 Per maggiori informazioni e per registrarsi alla partecipazione online (gratuita): barcelona-declaration.org/conference_2026_berlin

Tenacia e qualità nel cuore del prodotto: conosciamo Misha Boychuk, Software Developer di 4Science

I volti 4Science: conosciamo Misha Boychuk, Software Developer di 4Science

Misha Boychuk

È arrivato nel 2019 come stagista ed è entrato ufficialmente nel team l’anno successivo — il che significa che 4Science ha visto nascere, mattone dopo mattone, l’intera carriera di uno dei suoi sviluppatori.

Ucraino d’origine, si è trasferito a Roma nel 2010, dove ha frequentato il liceo tecnico e poi si è laureato in Ingegneria Informatica all’Università Roma Tre. 4Science è la prima azienda in cui ha messo piede come sviluppatore: una scelta che si è rivelata una strada lunga, percorsa senza scorciatoie, dalle prime pull request da stagista fino al cuore dello sviluppo di prodotto.

Oggi Misha lavora nel team principale di prodotto, quello che costruisce le piattaforme su cui si appoggia tutto il resto: DSpace-CRIS, DSpace-GLAM, DSpaceWay. Si occupa prevalentemente di backend (architetture, logiche applicative, la parte che non si vede ma su cui tutto poggia) dedicando comunque una quota del suo tempo anche al frontend, perché conoscere le due facce dello stesso prodotto aiuta a prendere decisioni migliori. È contributor della community DSpace dal 2019 e una parte importante del suo lavoro passa dalle code review: leggere il codice dei colleghi, farlo crescere, mantenere alta l’asta della qualità.

Fuori dall’ufficio, il filo conduttore è lo stesso: mettere insieme le persone. Misha gioca a calcio con gli amici e da più di dieci anni organizza un gruppo di calcetto che, partita dopo partita, si è trasformato in una vera community — gestire convocazioni, campi e assenze dell’ultimo minuto per un decennio è una forma di project management che nessun corso insegna. Ama lo sport in generale e il tempo passato all’aria aperta. E poi c’è la Juventus: tifoso dichiarato, cosa che gli garantisce l’affetto incondizionato di una parte dei colleghi e l’ostilità (scherzosa) di tutta l’altra.

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Il nuovo Rijksmuseum Research Data Repository

Rijksmuseum Research Data Repository

Il 18 novembre il Rijksmuseum di Amsterdam inaugurerà ufficialmente il Rijksmuseum Research Data Repository, presentando la sua nuova infrastruttura basata su Dataverse per la gestione e la condivisione aperta dei dati della ricerca. Si tratta di una tappa fondamentale per uno dei musei più iconici al mondo nel suo percorso verso la Scienza Aperta e la valorizzazione del patrimonio culturale digitale, nonché un passo importante nell’ambizione del Rijksmuseum di rendere i propri dati di ricerca sempre più accessibili a livello globale.

Il primo dataverse presentato in occasione del lancio sarà dedicato a Operation Night Watch, lo storico progetto di ricerca e conservazione incentrato sul capolavoro di Rembrandt, La Ronda di Notte, offrendo un esempio concreto di come i dati aperti della ricerca possano contribuire alla diffusione di conoscenza, informazioni e dati sul patrimonio culturale.

Per il Rijksmuseum, rendere disponibili i dati di ricerca non è un fine in sé. Condividendo i dati, il museo intende rendere la ricerca più trasparente e consentire ad altri di costruire su di essa. I dati raccolti per rispondere a una domanda di ricerca possono così generare nuove domande, applicazioni e collaborazioni.

La nuova piattaforma garantisce scalabilità, affidabilità e sostenibilità a lungo termine, rispondendo alle esigenze in continua evoluzione di ricercatori, curatori e dell’intera comunità accademica.

Da anni il Rijksmuseum persegue una politica di dati aperti, mettendo a disposizione di sviluppatori, ricercatori e appassionati una straordinaria ricchezza di dati attraverso i propri servizi: metadati relativi a oltre 800.000 oggetti, centinaia di migliaia di immagini ad alta risoluzione, cataloghi bibliografici e vocabolari controllati, il tutto nel rispetto dei principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable).

Con Dataverse, l’applicazione open source per condividere, preservare, citare, esplorare e analizzare dati di ricerca, che fornisce identificatori persistenti e collegamenti stabili tra pubblicazioni e dataset, il museo compie un ulteriore passo verso la gestione sostenibile e a lungo termine del proprio patrimonio di conoscenza.

La condivisione dei dati di ricerca di Operation Night Watch rappresenta un primo passo importante. Nei prossimi anni, il Rijksmuseum intende rendere disponibile in modo sostenibile una quantità crescente di dati di ricerca provenienti da altri progetti di ricerca e conservazione attraverso il Rijksmuseum Research Data Repository.

4Science è orgogliosa di aver implementato il nuovo repository del Rijksmuseum, mettendo la propria esperienza nelle infrastrutture per la conoscenza aperta al servizio di una delle più importanti istituzioni culturali al mondo.

👉 Esplora il nuovo repository: Rijksmuseum RDR

4Science Academy – Raccontare il patrimonio culturale in DSpace attraverso Annotazioni e Storytelling

Nuovo Webinar 4Science Academy in programma mercoledì 28 ottobre, dalle 11 alle 12
Raccontare il patrimonio culturale in DSpace attraverso Annotazioni e Storytelling
4Science Academy

L’evoluzione delle piattaforme digitali per il patrimonio culturale si sta orientando sempre più verso esperienze narrative dinamiche, che vanno oltre la semplice presentazione statica delle immagini. Questo webinar illustrerà i flussi di lavoro specifici sviluppati nell’ambito del framework IIIF (International Image Interoperability Framework) all’interno di DSpace-GLAM, progettati per annotare immagini e trasformare gli oggetti digitali annotati in rappresentazioni narrative strutturate.

Sfruttando le funzionalità di annotazione offerte da IIIF, curatori, ricercatori e istituzioni che utilizzano DSpace-GLAM possono collegare tra loro frammenti di oggetti del patrimonio culturale, come opere d’arte, manoscritti e materiali archivistici, costruendo narrazioni interpretative coerenti.

Sia le annotazioni che le storie vengono modellate come oggetti DSpace e integrate nel modello dei dati della biblioteca digitale, dove le relazioni con entità esistenti (ad esempio persone, eventi e luoghi) arricchiscono la rete contestuale.

Integrando le annotazioni e le storie con il modello relazionale di DSpace, il sistema favorisce un’integrazione fluida tra la contestualizzazione del patrimonio culturale digitale e la costruzione di narrazioni interattive.

📅 28 ottobre 2026, dalle 11 alle 12
👉 Registrati al webinar: https://events.teams.microsoft.com/event/f8c16198-a01f-4a96-ad0f-ad7e01cca287@1d2fb688-47ea-4f12-9da3-c222aa05a78c

Ti aspettiamo!

 

Come l’Università di San Gallen ha rivoluzionato il suo repository di ricerca con 4Science e AWS

Quando un repository istituzionale consolidato inizia a presentare criticità di gestione, è il momento di guardare avanti. È esattamente ciò che ha fatto l’Università di San Gallen, trasformando una sfida operativa in un progetto di innovazione.

Alexandria (https://alexandria.unisg.ch/explore/researcherprofiles), lo storico repository istituzionale dell’ateneo svizzero basato su EPrints, presentava crescenti complessità in termini di manutenzione e gestione dell’infrastruttura. L’esigenza era chiara: assicurare che pubblicazioni, progetti e profili dei ricercatori continuassero a essere facilmente rintracciabili attraverso i principali motori di ricerca accademici, riducendo al contempo il carico operativo.

La soluzione

In stretta collaborazione con 4Science, l’università ha quindi intrapreso la migrazione da EPrints a DSpace-CRIS su infrastruttura Amazon Web Services (AWS). Il progetto ha permesso di raggiungere risultati significativi:

  • Continuità dell’approccio open source: nessun vincolo con fornitori proprietari
  • Riduzione del carico infrastrutturale: meno risorse dedicate alla manutenzione, più attenzione alla ricerca
  • Accesso pubblico garantito: i contenuti scientifici restano aperti e disponibili alla comunità
  • Piena conformità ai principi FAIR: pubblicazioni, progetti e profili dei ricercatori rimangono Findable, Accessible, Interoperable e Reusable
I risultati

Alexandria - San Gallen University

Alexandria non ha semplicemente superato la migrazione: ne è uscita rafforzata. Il solido posizionamento nei motori di ricerca, costruito nel corso degli anni con EPrints, è stato integralmente preservato. Grazie al modello dati strutturato di DSpace-CRIS, l’ateneo dispone oggi di uno strumento significativamente più efficace per rappresentare e valorizzare l’intera produzione scientifica.

“4Science non è una giungla anonima di ticket di assistenza quando ci si trova in difficoltà” afferma Ruedi Lindegger, Repository Manager dell’Università di San Gallen, e rappresenta perfettamente il tipo di collaborazione che caratterizza il nostro approccio: un rapporto di lungo periodo, basato sulla vicinanza e sulla concretezza.

Leggi lo use case dettagliato: https://aws.amazon.com/it/solutions/case-studies/4science-university-of-st-gallen/

Visione e coraggio al servizio della conoscenza: Susanna Mornati, pioniera dell’Open Access

I volti 4Science: conosciamo Susanna Mornati, pioniera dell’Open Access

 

Susanna è una persona che ha bisogno di capire e credere in quello che fa. Non accetta imposizioni o verità assolute, la devi conquistare. È una persona che se le porti un’idea, ti guarda, ti ascolta con quella faccia che sembra che stia già pensando a tre cose contemporaneamente, e poi parte: la smonta, la rimonta, la rigira. Guarda l’idea controluce e da mille angolazioni diverse. E tu sei lì che pensi “ok, forse la mia idea non era un granché?”, e invece no, è che Susy ha bisogno di capire se una cosa sta in piedi davvero prima di crederci. E quando ci crede, quando ha deciso che sì, ha senso, allora lì succede qualcosa. Perché Susy che crede in qualcosa è una forza della natura, una di quelle persone che ti trascina e ti viene voglia di seguirla anche se non hai capito bene dove state andando.

Il motto “Strong People with Strong Opinions” calza a pennello per Susy, perché lei è esattamente quello. Ha opinioni fortissime, costruite in trent’anni e passa di lavoro, di progetti, di cose che ha visto funzionare e cose che ha visto non funzionare, di quelle che devi prenderle a martellate la domenica. Ma la cosa incredibile è come Susy ti racconta le cose. Perché Susy prende roba tipo i metadati, i protocolli OAI-PMH, le architetture CRIS, i principi FAIR, tutta roba che normalmente ti farebbe venire voglia di fingerti morto… e te la spiega come se fosse la cosa più naturale del mondo. Tipo una ricetta. “Prima fai questo, poi fai quest’altro, e il motivo è questo qui, vedi?” E tu capisci. Che tu sia un rettore, uno sviluppatore al primo giorno, un bibliotecario, un project manager che di solito annuisce e poi googla di nascosto: con Susy capisci. Tutti capiscono. Perché per lei il sapere che resta chiuso in una stanza non serve a niente, e questa cosa la vive proprio – non è una frase che dice tanto per dire.

E in effetti, pensandoci, tutta la sua carriera è stata esattamente questo. Aprire le cose, “stapparle”. Quando in Italia l’Open Access era praticamente fantascienza, Susy era già lì a costruirne le fondamenta. Prima al CERN, a Ginevra, dove ha lavorato al Servizio di Informazione Scientifica. Poi in CILEA, dove ha tirato su il progetto AEPIC e PLEIADI, che era il primo portale italiano per la letteratura scientifica ad accesso aperto. Era a Messina nel 2004, quando le università italiane hanno firmato quella Dichiarazione storica che ci ha allineato alla Dichiarazione di Berlino. Poi in CINECA, dove ha fatto adottare lo standard CERIF a 66 università italiane in meno di un anno e sposare veramente il mandato dell’open access e open science promuovendo sistemi aperti ed interoperabili in luogo di sistemi adottati inconsapevolmente per meri adempimenti burocratici – roba che se la racconti a qualcuno del settore ti dice “impossibile” e invece è successo. Ha condiviso esperienze, creato partnership e tessuto amicizie all’interno di network internazionali quali euroCRIS, COAR, la Research Data Alliance, la comunità DSpace dove è riconosciuta per esperienza e autorevolezza. Infine, con 4Science ha portato il suo approccio anche oltreoceano, fino in Perù, dove il sistema CRIS nazionale finanziato dalla Banca Mondiale porta la sua impronta. Si potrebbe andare avanti a lungo, ma il punto è un altro.

Il punto è che in mezzo a tutto questo, Susy è sempre rimasta Susy. Quella che se ti chiede come stai lo vuole sapere per davvero, mica per cortesia. Quella che è capace di essere felice per i traguardi degli altri, quella che ama veder crescere le nuove leve. Quella che quando ti spiega una cosa fa sentire anche te intelligente.

Susy è il volto di 4Science di questo mese perché ha sempre messo gli altri prima di lei, ma a settembre va in pensione ed è doveroso ringraziarla di cuore per quello che ha condiviso, per averci reso quello che siamo ed aver scritto in maniera indelebile nei nostri cuori il motto di 4Science, Share your Knowledge.

Firmato da ciascuno di noi: grazie, Susy.

Il bello deve ancora venire.

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