Il ruolo di 4Science nei community groups DSpace

Il ruolo di 4Science nei community groups DSpace

La Community DSpace vanta una storia di 21 anni con un solido sostegno da parte dei membri e una partecipazione attiva di un’ampia tipologia di stakeholder provenienti da organizzazioni di tutto il mondo.

I membri implementano, sviluppano e sostengono DSpace attraverso il contributo dei gruppi della Community tra cui: DSpace Steering Group, DSpace Leadership Group, DSpace Committers, DSpace Community Advisory Team (DCAT), DSpace Marketing Interest Group  e DSpace Users Groups.

4Science porta un significativo contributo alla Community in termini di partecipazione alle scelte strategiche, alla realizzazione della piattaforma (nel 2023 è stato il maggior contributore come già comunicato nel nostro post di ottobre 4Science e l’open science: una scelta che si rafforza nel tempo) e all’azione di condivisione e diffusione internazionale di risultati e linee guida. Molto importante, quindi, è la presenza di figure di primo piano di 4Science all’interno dei “community groups” di governo di DSpace.

DSpace Steering Group e DSpace Leadership Group

Il DSpace Steering Group è il principale organo decisionale del progetto DSpace. Stabilisce la direzione strategica del progetto avvalendosi della consulenza e del consenso del DSpace Leadership Group. Fornisce una supervisione continua del progetto e garantisce che le priorità del Leadership Group e dei membri della Community siano soddisfatte. Susanna Mornati, COO 4Science, è membro del DSpace Steering Group e del DSpace Leadership Group.

DSpace Committers

Il DSpace Committers è costituito da coloro che hanno il controllo autonomo sul codice e sono, per questo, il team di supporto principale per DSpace. Al DSpace Committers Group 4Science porta a tre i suoi membri: Andrea Bollini (CTIO 4Science), Luigi Andrea Pascarelli e Giuseppe Digilio entrambi Lead Software Engineer.

DSpace Marketing Interest Group e DSpace Community Advisory Team

4Science porta il suo contributo anche al DSpace Marketing Interest Group con Irene Buso, Deputy Chief Sales&Marketing Officer. Lo scopo principale del Gruppo è quello di definire le giuste strategie per evidenziare i benefici delle soluzioni open source per la Community e comunicarli efficacemente agli utenti attuali e potenziali di DSpace.

Al DSpace Community Advisory Team (DCAT) partecipa Federico Verlicchi Business Developer Sales Executive e U.S.A Market Analyst in 4Science. Nel DCAT si raccolgono le varie esperienze degli utenti DSpace con la piattaforma. Al DCAT, inoltre, gli utenti DSpace portano consigli e novità (tecniche e non) che vorrebbero migliorare e/o implementare nel futuro.

I numeri della Community DSpace (a giugno 2023)

community DSpace

Nell’ultimo anno, l’impegno dei membri e dei contributori di DSpace ha dimostrato la forza di questo progetto. Una infrastruttura scientifica aperta, sostenuta da una straordinaria comunità, che rappresenta un’eccellenza internazionale. La comunità ha portato avanti con successo lo sviluppo della piattaforma e dei servizi ad essa collegati:

  • contributi di codice,
  • attività di sensibilizzazione,
  • educazione e coinvolgimento,
  • program-staffing
  • finanziamento dello sviluppo.

Questa è la forza di questa community. Il risultato dell’impegno di realtà pubbliche e private come 4Science che credono in questo progetto. E, soprattutto, nel ruolo essenziale di DSpace nell’ecosistema globale dei repository aperti e dell’open science.

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I dati e le due immagini provengono da DSpace Annual Report FY2022-2023 – tutti i diritti riservati

Rovereto Digital Library: la storia a portata di click

Rovereto Digital Library: la storia a portata di click

La Biblioteca civica “Girolamo Tartarotti” di Roveretoprende il nome da Girolamo Tartarotti, pre-illuminista, erudito e poligrafo roveretano (1706 – 1761)”. Alla sua morte lasciò all’Ospedale dei Poveri tutta la sua biblioteca confidando che venisse acquisita dal Comune. Nel 1764 il Comune di Rovereto concretizza il desiderio di Tartarotti e crea, grazie all’acquisto dei suoi libri, una delle prime biblioteche pubbliche in Italia “e quasi sicuramente la prima in Tirolo e Austria”. 

Da allora il patrimonio è aumentato in maniera considerevole e oggi ha raggiunto cifra significativa di quasi 450.000 volumi. Al patrimonio librario occorre aggiungere una presenza importante di fondi archivistici, manoscritti e sezioni speciali. Acquisizioni, acquisti e donazioni hanno, quindi, arricchito in maniera straordinaria il primo lascito di Tartarotti.

Oggi la Biblioteca Tartarotti è una una realtà che riesce in maniera brillante a creare il giusto incontro fra patrimonio antico e proposte in linea con le richieste dei pubblici contemporanei. Unire modernità e storia in una elegante narrazione di sé e delle proprie peculiarità è indubbiamente un risultato importante. Un risultato testimoniato dal forte legame con il territorio, con i cittadini. Legame che si manifesta anche nei risultati ottenuti sui canali social (Fb e IG in particolare). In cui un tono di voce elegante e istituzionale incontra, ancora una volta con sapiente equilibrio, ironia e sorriso.

Rovereto Digital Library

La nuovissima Rovereto Digital Library che sarà presentata il 22 febbraio 2024 è una naturale tappa di questo cammino che vede la biblioteca Tartarotti protagonista della storia del suo territorio. Anche grazie alla sua capacità di narrarlo.

Il titolo del convegno, “Rovereto Digital Library la storia a portata di click” sintetizza in maniera efficace scopo e visione della digital library: un portale di accesso alla memoria della città. Realizzata con DSpace-GLAM, Rovereto Digital Library consente di consultare “un patrimonio culturale inestimabile”.

Interventi
  • Giulia Mori – Funzionaria bibliotecaria, Biblioteca Tartarotti
    Digitale, perché? Sintesi di un progetto
  • Stefania Franzoi – Sostituita direttrice, Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale della Soprintendenza per i beni e le attività culturali
    Dalla descrizione archivistica alla comunicazione: l’esperienza del Sistema informativo
    degli archivi storici del Trentino
  • Laura Zanette – Funzionaria esperta, Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali
    Una Digital Library della provincia di Trento? Problemi e prospettive
  • Emilia Groppo – Head of the Cultural Heritage Division, 4Science
    Scoperta e condivisione nell’ecosistema DSpace-GLAM
  • Anna Busa – Docente a contratto, Alma Mater Studiorum Università di Bologna
    La biblioteca digitale, un luogo in cui rinnovare l’incontro fra cittadini e memoria
Come partecipare

Il convegno si tiene in Sala Belli – Palazzo Alberti Poja, ha inizio alle ore 10 e si potrà seguire anche online.

Il teatro contemporaneo e la digital library: inizia il progetto Motus

Il teatro contemporaneo e la digital library: inizia il progetto Motus

Eccoci al primo appuntamento di una narrazione che accompagnerà le principali fasi di un progetto innovativo e dalla caratteristiche peculiari. Si tratta del progetto Motus che, realizzato con DSpace-GLAM, rappresenta un’occasione per uno straordinario incontro fra digital library e teatro contemporaneo. Scopriamo insieme chi è Motus e le principali caratteristiche del progetto. 

Chi è Motus?

Motus è una delle più affermate compagnie del panorama teatrale contemporaneo italiano. Fondata nel 1991 a Rimini da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, Motus si è guadagnata una reputazione di spicco a livello nazionale ed internazionale. I progetti di Motus si nutrono delle contraddizioni del contemporaneo, delle lacune sociali e politiche del tempo che attraversano. In questa capacità di lavorare il presente e nel linguaggio transdisciplinare che coniuga drammaturgia originale e scrittura scenica, video e ricerca sonora e musicale, testo e lavoro sul movimento, risiede la poetica della compagnia.

Nel corso degli anni, Motus ha portato in scena spettacoli che affrontano tematiche complesse e attuali, spesso ispirandosi a opere letterarie o a episodi storici. La loro capacità di mescolare tradizione e contemporaneità ha contribuito a renderli unici nel loro genere. Motus non si limita alla sola produzione di spettacoli teatrali. Infatti, è coinvolta anche in progetti culturali più ampi, collaborando con artisti provenienti da diverse discipline e lavorando su progetti che coinvolgono la comunità. Nel 2020 la compagnia è invitata a ricoprire la Direzione Artistica del Santarcangelo Festival in un cinquantenario che, a causa della crisi pandemica, viene intitolato Futuro Fantastico e articolato in tre movimenti.

Il 2023 vede nascere l’edizione zero di Supernova. Progetto triennale per le Arti Performative a Rimini in cui i due registi ricoprono il ruolo di curatori artistici. Attraverso il loro impegno artistico, Motus ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi. Ha così consolidato la loro posizione come una delle compagnie teatrali più interessanti e influenti in Italia. La continua ricerca di nuove modalità espressive e la capacità di affrontare temi cruciali con un linguaggio contemporaneo confermano la loro rilevanza nel panorama artistico internazionale.

inizia il progetto Motus

Credits: Motus, ph. Lorenzo Burlando

La collaborazione con 4Science e la nascita dell’Archivio Motus

Nel 2020 inizia il progetto di costruzione dell’archivio storico della compagnia. Il punto di partenza è il lavoro di catalogazione dei video di tutti gli spettacoli, sin dai primi esperimenti degli anni novanta. Dopo una prima fase di digitalizzazione di centinaia di VHS, Super8 e altri supporti analogici, il 2023 ha visto nascere la collaborazione tra Motus e Biblioteca Gambalunga di Rimini con il supporto del Comune di Rimini e 4Science. Insieme, le tre realtà presentano e vincono il progetto sull’archivio Motus per il bando PNRR TOCC “Transizione Digitale di Organismi Culturali e Creativi”.

L’obiettivo è creare un archivio comprensivo di documenti video e cartacei di tutti i 33 anni di vita della compagnia. L’archivio, disponibile gratuitamente e accessibile a tutti, avrà forma digitale e fisica. Sarà conservato in parte presso la biblioteca di Rimini e in parte presso Casa Motus, la bella casa colonica dei due registi che verrà trasformata in Bene Comune. Il progetto dell’archivio di Motus vedrà luce nel 2025. Sarà di grande utilità per tutti quegli studiosi e appassionati che richiedono materiale delle produzioni passate della compagnia. L’archivio sarà inoltre uno strumento utile per la stesura di pubblicazioni, ricerche ed approfondimenti tematici e potrà essere pensato come punto di partenza per rassegne, eventi ed incontri.

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Il testo è a cura di Motus, che ringraziamo per la collaborazione. Le foto di copertina e del post sono state fornite da Motus. Tutti i diritti riservati.

Il rating di legalità di 4Science ★++

Il rating di legalità è un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese.

Tale riconoscimento prende la veste di un punteggio compreso tra un minimo di una e un massimo di tre “stellette”.
L’impresa richiedente ottiene il punteggio base ★, qualora rispetti tutti i requisiti di cui all’articolo 2 del Regolamento attuativo in materia di Rating di Legalità. Il punteggio base potrà essere incrementato di un “+” per ogni requisito aggiuntivo che l’impresa rispetta tra quelli previsti all’art. 3 del Regolamento. Il conseguimento di tre “+” comporta l’attribuzione di una stelletta aggiuntiva, fino a un punteggio massimo di ★★★.

Il rating di legalità è uno strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un “riconoscimento” – misurato in “stellette” – indicativo del rispetto della legalità da parte delle imprese e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business. All’attribuzione del rating l’ordinamento ricollega vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.

4Science il 21 dicembre 2021 ha fatto richiesta di attribuzione del Rating di legalità all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
L’Autorità ha deliberato di attribuire a 4SCIENCE S.P.A. il Rating di legalità con il seguente punteggio: ★++, che è stato confermato anche in data 26/06/2024.

 

 

 

I nuovi ingressi in Digital Library PAVIA

I nuovi ingressi in Digital Library PAVIA

Diverse le occasioni in cui si è parlato e si parla di Digital Library PAVIA (DL PAVIA): convegni, seminari, incontri, summer school, …  Anche in un nostro post del 20 marzo 2023. In questi giorni c’è una nuova partecipazione e si tratta del convegno del 25 gennaio 2024 “𝙋𝙖𝙩𝙧𝙞𝙢𝙤𝙣𝙞𝙤 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙚 𝙞𝙣𝙛𝙧𝙖𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙧𝙞𝙘𝙚𝙧𝙘𝙖: 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙚𝙧𝙫𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙖𝙡 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙤“. Questo perché l’esperienza di DL PAVIA è certamente una delle più interessanti nel panorama italiano (e non solo).

Un po’ di storia

La biblioteca digitale dell’Università degli studi di Pavia inizia la sua storia negli anni 2003-2006 con un primo nucleo di documenti appartenenti al fondo della biblioteca di Plinio Fraccaro, digitalizzati grazie a un progetto realizzato con il contributo finanziario della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e a una quota di finanziamento residuale erogata dal CILEA (Consorzio interuniversitario lombardo per l’elaborazione automatica). Siamo quindi di fronte a una delle prime realizzazioni italiane di biblioteca digitale. Una volta dismessa la piattaforma iniziale su cui poggiava la biblioteca digitale, indisponibile per scelta dei gestori, nel 2018 nasce l’idea di Digital Library PAVIA. Dopo un lavoro di analisi delle esigenze locali, di scelta e configurazione delle funzionalità e dopo il recupero di alcuni fondi già digitalizzati, il 13 gennaio 2021 viene presentata la nuova infrastruttura tecnologica e il nuovo brand.” [nota 1]

Digital Library PAVIA , oggi

Da un punto di vista scientifico, come ci dice Roberto Canevari, responsabile di Digital Library PAVIA, è da evidenziare l’attenzione alla cura dedicata alla meta-datazione e alle relazioni fra oggetti digitali. Relazioni la cui generazione e gestione è possibile grazie alle possibilità offerte dalla piattaforma DSpace-GLAM. Ma non è stato raggiunto “solo” il risultato di una biblioteca digitale nel pieno rispetto degli standard dei diversi ambiti MAB. L’ulteriore risultato raggiunto da DL PAVIA è anche quello di essere diventata centro di interesse anche per enti culturali esterni all’Ateneo. Questo interesse si è tradotto nella volontà di importanti realtà culturali del territorio di entrare a far parte di DL PAVIA. Per facilitare questi ingressi è stata messa a punto una convenzione. Sono già attivi i primi esempi concreti di collaborazione e mostrano già i loro effetti positivi sulla consultazione e la valorizzazione del patrimonio. Si tratta dei Collegi Universitari Pavesi: Almo Collegio Borromeo e Collegio Fratelli Cairoli. Quest’ultimo ancora non ha iniziato il conferimento dei documenti digitali. L’Almo Collegio Borromeo, ha iniziato il caricamento di diverse tipologie di materiali: libri antichi, documenti archivistici, fotografie, … Naturalmente il processo è solo all’inizio e si assesterà nel tempo.

DL Pavia

Volta del Salone degli affreschi – Scene della vita di san Carlo Borromeo, figure allegoriche, vittorie alate, angeli, stemmi, emblemi araldici della famiglia Borromeo

Riflessioni finali

Roberto Canevari rileva già alcuni elementi di riflessione interessanti a seguito di questi due primi ingressi “esterni” legati al territorio pavese. In effetti già il conferimento della “Provincia Pavese” da parte della Biblioteca Universitaria di Pavia aveva rappresentato un primo ingresso extra Università di Pavia. Ma queste due realtà hanno un duplice effetto positivo su DL Pavia, da una parte un arricchimento oggettivo del patrimonio della biblioteca digitale e anche una sorta di “completamento”. Pensiamo ad esempio al risultato di una ricerca relativa a una persona (docente, studioso, …) che magari è stato anche alumno di uno dei Collegi. Il secondo aspetto ancora più importante è l’ampliamento de facto della base di utenza. Infatti l’utenza dei Collegi è diversa da quella dell’Università, pertanto nel momento in cui si conosce la disponibilità in linea di materiali storici dei Collegi chi consulterà tali materiali verrà anche in contatto con il resto del patrimonio di DL PAVIA che magari non avrebbe consultato. Quindi, conclude Roberto Canevari, un ampliamento dell’utenza per tutta la DL PAVIA.

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Nota [1] Paolo Nassi in “Come comunicare la biblioteca digitale”, A.Busa, Editrice Bibliografica, 2023