Feb 26, 2026

Liberabit si rinnova – È online la nuova versione di Liberabit, la digital library dell’Università degli Studi di Salerno, dedicata alla conservazione, alla fruizione e alla valorizzazione del patrimonio librario e archivistico dell’Ateneo e delle istituzioni partner.
Concepita come un ecosistema in costante evoluzione, Liberabit raccoglie e organizza fondi librari e archivistici, collezioni di periodici, materiali documentari e iconografici, offrendo una visione ampia e strutturata del patrimonio culturale universitario. La piattaforma consente una consultazione chiara e immersiva degli oggetti digitali, favorendo l’accesso sia della comunità accademica sia del pubblico non specialistico interessato alla storia culturale e intellettuale del territorio.
Un ruolo centrale è svolto dai periodici storici, risorsa fondamentale per lo studio della produzione scientifica, letteraria e divulgativa tra Otto e Novecento, e dai fondi personali, che restituiscono il contesto di produzione delle opere e delle attività intellettuali. Tra questi, particolare rilievo assume l’Archivio Domenico Rea, presentato durante le due giornate di studio “Le carte di don Mimì. Domenico Rea poeta” (26–27 gennaio 2026, Università degli Studi di Salerno – Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”), dedicate a riscoprire l’opera di una delle voci più originali del Novecento italiano attraverso manoscritti, documenti personali e materiali d’archivio. Il fondo documenta in modo organico l’attività letteraria e giornalistica dello scrittore, offrendo a studiosi e ricercatori materiali essenziali per l’approfondimento della sua opera e del panorama culturale del Novecento italiano.
Accanto all’Archivio Rea, Liberabit ospita numerosi altri fondi e raccolte specialistiche, oltre a collezioni periodiche e documentarie che testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio conservato dall’Università di Salerno. La digital library si configura come un vero e proprio spazio di incontro tra biblioteche e archivi, capace di valorizzare materiali eterogenei all’interno di un ambiente plurale ma coerente.
Il progetto, realizzato con il supporto tecnico di 4Science, si basa su DSpace‑GLAM, integrato con lo standard IIIF (International Image Interoperability Framework), che permette di visualizzare, confrontare e riusare le immagini digitali in modo interoperabile tra piattaforme diverse, garantendo una gestione sostenibile delle collezioni e modalità di consultazione avanzate (zoom, confronto affiancato, annotazioni). La nuova versione di Liberabit rafforza quindi il ruolo della digital library come strumento strategico per la memoria, la ricerca e la condivisione del patrimonio culturale, confermandosi come un progetto aperto e in continuo arricchimento.
Visita Liberabit: https://www.liberabit.unisa.it/home
Feb 24, 2026
DSpace-CRIS e DSpace-GLAM ecosistemi sempre più accessibili – Le soluzioni di 4Science basate su DSpace sono allineate alla roadmap di accessibilità della community e mirano a conformarsi alla versione corrente delle WCAG a livello AA.
L’interfaccia utente delle applicazioni si sforza di rispettare i criteri WCAG AA e, in alcuni casi, supporta anche requisiti di livello AAA. Il cammino verso la piena accessibilità è, comunque, un percorso continuo e sempre in evoluzione, che richiede aggiornamenti costanti, test periodici e la collaborazione attiva dell’intera community.
4Science, inoltre, lavora fianco a fianco con i propri clienti e partner per accelerare il miglioramento delle proprie soluzioni, anche attraverso progetti condivisi che alimentano la roadmap evolutiva dei prodotti.
In particolare, nel contesto delle soluzioni GLAM, 4Science mette a disposizione strumenti avanzati per la gestione e la visualizzazione di immagini e media, progettati per offrire un’esperienza di consultazione più inclusiva e che contribuiscono a migliorare l’accessibilità e la fruibilità delle collezioni digitali: dall’estrazione del testo dalle immagini, al text-to-speech sui metadati all’estrazione e visualizzazione dei sottotitoli per quanto riguarda le risorse audio e video,
In prospettiva, 4Science sta lavorando anche al miglioramento dell’accessibilità dei viewer IIIF utilizzati nei progetti GLAM, in linea con le raccomandazioni emergenti nella comunità internazionale e con le buone pratiche per l’accesso ai contenuti culturali digitali da parte di tutti gli utenti.
Per chi desidera approfondire le singole questioni di accessibilità ancora aperte o già affrontate, è possibile consultare le issue etichettate “accessibility” nel progetto dspace-angular su GitHub, che tracciano in modo trasparente i miglioramenti in corso.
Feb 23, 2026
Webinar 4Science Academy – 5 marzo 2026
Valorizzare e raccontare gli archivi teatrali e cinematografici con DSpace-GLAM
Il paratesto può diventare il cuore di un archivio digitale?
Quando si parla di teatro e cinema, la memoria delle opere passa molto spesso da ciò che le circonda: programmi di sala, fotografie, recensioni, carte di produzione, corrispondenze, materiali promozionali. Elementi paratestuali che, in molti casi, diventano la principale chiave di accesso per ricostruire storie, relazioni e contesti culturali.
Il nuovo appuntamento della 4Science Academy sarà dedicato proprio a questo tema e mostrerà come il data model relazionale di DSpace-GLAM consenta di progettare archivi digitali capaci di mettere al centro connessioni, reti e livelli di contesto, trasformando la descrizione in uno strumento narrativo.
Durante il webinar scopriremo:
- come strutturare archivi digitali dedicati alle performing arts e al patrimonio cinematografico
- il ruolo del paratesto nella costruzione del racconto archivistico
- in che modo DSpace-GLAM supporta modelli relazionali complessi
- esempi e scenari applicativi per istituzioni culturali, fondazioni e centri di documentazione
📅 Data: 5 marzo 2026
👉 Registrati al webinar: https://events.teams.microsoft.com/event/4b7f30d1-80ed-4da1-8848-0b4c4c8ecdcc@1d2fb688-47ea-4f12-9da3-c222aa05a78c
Un’occasione per approfondire nuove modalità di valorizzazione degli archivi dello spettacolo e comprendere come i modelli dati relazionali possano aprire a forme di narrazione digitale più ricche, connesse e dinamiche.
Ti aspettiamo!
Feb 23, 2026
Webinar Pillole di Dataverse – 27 febbraio 2026: Dataverse e la gestione della complessità dei dati
Proseguono gli appuntamenti con le pillole formative dedicate a Dataverse, la piattaforma open-source per la gestione, la condivisione e la preservazione dei dati della ricerca.
Il prossimo incontro sarà dedicato al tema della Data Curation, una strategia sempre più centrale per ridurre i rischi di perdita dei dati e garantire una conservazione efficace e sostenibile nel tempo. Durante il webinar approfondiremo strumenti, ruoli e modelli organizzativi utili ad affrontare la crescente complessità degli ecosistemi informativi legati alla ricerca.
In particolare scopriremo:
- le figure chiave dei Data Manager e dei Data Steward, veri e propri architetti della conservazione dei dati
- come affrontare la sfida dei big data attraverso una governance preventiva
- l’importanza di soluzioni di storage specializzate per una gestione sicura, scalabile e sostenibile
Al termine dell’incontro sarà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione è gratuita previa registrazione.
Dataverse e la gestione della Complessità dei Dati
📅 Venerdì 27 febbraio | ore 12:00 – 12:20
🎤 Relatore: Alfredo Cosco, Senior DevOps Engineer
👉 Per registrarsi: https://events.teams.microsoft.com/event/76181ccf-0f94-4eb4-8cd0-f609ecb67e77@1d2fb688-47ea-4f12-9da3-c222aa05a78c
Gen 29, 2026
Il 13 gennaio l’Università di Firenze ha ospitato un convegno di presentazione di Impronte Digitali, la nuova digital library del Sistema Bibliotecario di Ateneo: 4Science ha avuto l’onore di partecipare con un intervento su visione e sviluppo di DSpace-GLAM.
Durante la presentazione, i relatori hanno ripercorso la storia, gli obiettivi, le sfide e le prospettive che stanno guidando la realizzazione della biblioteca digitale, offrendo un confronto ricco tra mondo accademico, istituzioni e innovazione tecnologica. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti dell’Università di Firenze, del Ministero della Cultura e Claudio Cortese, Chief Solutions Officer di 4Science.
Particolarmente significativo l’intervento di Claudio Cortese, che ha approfondito la genesi della piattaforma DSpace-GLAM, illustrandone la visione strategica alla base dello sviluppo: creare un ecosistema digitale capace di valorizzare, preservare e rendere accessibile il patrimonio culturale di archivi, biblioteche e musei. Ha inoltre analizzato le principali sfide tecnologiche e organizzative, dal tema dell’interoperabilità tra sistemi alla gestione sostenibile dei dati nel lungo periodo, fino alle prospettive future, evidenziando il ruolo chiave dell’innovazione e della collaborazione tra istituzioni culturali e partner tecnologici.
Sono disponibili online:
Ad oggi, Impronte Digitali conserva e valorizza il primo nucleo di materiali digitalizzati del Sistema Bibliotecario di Ateneo. Gli utenti possono navigarne i materiali non solo a partire da entità gerarchiche quali fondi archivistici, riviste e collezioni digitali (ad esempio, Ricettari medici e farmacopee – Impronte Digitali), ma anche attraverso percorsi tematici specifici (come Antichi mestieri: un itinerario fotografico – Impronte Digitali).
La nuova digital library si basa su DSpace-GLAM, la soluzione open-source altamente evoluta che consente una gestione flessibile, sicura e scalabile dei beni digitali, nel rispetto degli standard GLAM italiani e internazionali.
A livello di flusso di caricamento e aggiornamento delle risorse digitali, vista la corposità di una parte consistente dei materiali di Unifi, il gruppo di lavoro ha prediletto l’uso di strumenti di importazione massiva delle risorse – grazie a funzionalità quali import MAG, import CSV e import XLS.
Nel progetto di avvio, inoltre, è stata posta una cura speciale all’esperienza utente durante la ricerca, che è strutturata per affiancare ai canali multipli di ricerca anche funzionalità di esplorazione contestuale, grazie alla metadatazione dei beni e alla preconfigurazione di relazioni tra entità. Grazie a questo approccio, Impronte Digitali valorizza la rete semantica e logica in cui si inserisce il materiale digitale. In aggiunta alle informazioni descrittive, Impronte Digitali permette inoltre di sfogliare e analizzare il patrimonio digitalizzato, grazie alla presenza del visualizzatore avanzato Mirador (basato sullo standard IIIF).
Fino al 10 febbraio 2026 resterà aperta al pubblico una mostra fisica presso otto sedi bibliotecarie dell’Università di Firenze, per esporre gli originali dei testi digitalizzati e fruibili in Impronte Digitali.