Apr 30, 2026
La collezione Lambertini della Rovereto Digital Library – Nel 2023 il giornalista, critico e scrittore Luigi Lambertini ha donato alla Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto il proprio archivio, che comprende una preziosa collezione d’arte.
Quest’ultima comprende 143 opere tra dipinti, disegni, stampe e sculture, realizzate da alcuni tra i più importanti artisti del Novecento con cui Lambertini ha intrattenuto rapporti di amicizia e collaborazione: Luigi Veronesi, Arnaldo Pomodoro, Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Alberto Burri e molti altri.
Proprio la collezione d’arte è stata oggetto di digitalizzazione e successiva importazione nella Rovereto Digital Library, attiva dal 2024 sulla piattaforma DSpace‑GLAM.
Il gruppo di lavoro ha metadatato le opere utilizzando un set derivato dalla scheda OA per la catalogazione delle Opere e degli Oggetti d’Arte inserendo le digitalizzazioni all’interno dell’ecosistema di conoscenza condivisa messo a disposizione da DSpace-GLAM nell’ottica di una fruizione aperta e duratura nel tempo. Studiosi e cittadini possono oggi ricercare le opere d’arte donate da Lambertini all’interno della biblioteca digitale, navigando tra le relazioni e visualizzando i dettagli di ogni dipinto, disegno, stampa e scultura tramite il visualizzatore avanzato Mirador; potranno consultare un percorso di dieci opere emblematiche scelte dalla Biblioteca per raccontare la collezione d’arte e, al contempo, offrire uno sguardo sulle principali ricerche artistiche del Novecento.

DSpace‑GLAM si conferma così un potente strumento di diffusione culturale, capace di connettere patrimoni, saperi e comunità in un ambiente digitale aperto e condiviso. Invitiamo tutti ad esplorare la biblioteca digitale della Biblioteca Civica “Tartarotti” e ad accedere liberamente ai materiali della donazione Lambertini, per scoprire e approfondire l’arte del Novecento.
Per approfondire:
Apr 30, 2026
I volti 4Science: conosciamo Giuseppe Digilio, Deputy CTO

Giuseppe “Digi” è in 4Science praticamente “dal commit iniziale”. Entrato quando l’azienda era agli albori, ha avuto l’opportunità di evolversi insieme alla piattaforma (pardon, all’azienda) accompagnandone la crescita fino al ruolo attuale di Deputy CTO, proprio nell’anno in cui 4Science celebra i suoi primi 10 anni.
Il viaggio comincia come sviluppatore PHP, tra righe di codice e bug da cacciare senza pietà. Ma come ogni storia epica che si rispetti, arriva il momento della svolta: il richiamo del lato chiaro della Forza lo porta verso il frontend. Qui trova la sua vera vocazione, specializzandosi e diventando punto di riferimento per colleghi e progetti, fino a conquistare un titolo leggendario tramandato nei canali interni il “King di Angular”.
Con il passare degli anni, arriva la nomina a DSpace committer e le responsabilità crescono, così come la visione d’insieme. Nel ruolo di Deputy CTO continua a combinare competenze tecniche, curiosità infinita e una forte attenzione alle persone, convinto che il vero valore della tecnologia nasca sempre dalla collaborazione e dalla condivisione. In perfetto stile 4Science.
Fuori dalla galassia lavorativa, il suo mondo è fatto di viaggi, musica rock a tutto volume, tifo rossonero senza compromessi e (in un’altra vita) crossfit. Ex crossfitter determinato, oggi ha temporaneamente parcheggiato kettlebell e workout ad alta intensità per dedicarsi a un nuovo progetto ad altissima priorità e con SLA imprevedibili.
Da pochi mesi è infatti diventato papà della sua “Angular princess”: il deployment più impegnativo della sua vita, ma senza dubbio anche il più riuscito.
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Mar 31, 2026

4Science compie 10 anni – Dieci anni fa nasceva 4Science, da un’intuizione del gruppo Itway, già da oltre vent’anni punto di riferimento nazionale e internazionale nel settore della cybersecurity, e dall’incontro tra persone provenienti da mondi diversi: dai repository per la gestione dei prodotti e dei dati della ricerca, dai beni culturali e dalle digital library, fino allo sviluppo software.
Li univa un’idea…visionaria: far crescere il dialogo tra scienza e cultura, secondo i principi dell’open access e dell’open science, per rendere la conoscenza davvero condivisa e accessibile a tutti.
In dieci anni, quell’intuizione si è trasformata in una realtà viva e in espansione: oggi 4Science è composta da decine di persone che lavorano ogni giorno a fianco di università, enti di ricerca e istituzioni culturali, in Italia e nel mondo, contribuendo a progetti che fanno la differenza nel modo in cui la conoscenza viene conservata, valorizzata e diffusa.
Le persone al centro: dalle origini a oggi
Alle origini di 4Science c’erano otto professionisti: Andrea Bollini, Claudio Cortese, Giuseppe Digilio, Riccardo Fazio, Emilia Groppo, Susanna Mornati, Luigi Andrea Pascarelli e Matteo Perelli – tecnologi ed esperti dei domini della ricerca e del patrimonio culturale. Percorsi diversi, ma un tratto comune: anni di esperienza nel mondo accademico, della ricerca e dei beni culturali, in dialogo costante con chi produce e custodisce la conoscenza.
Da quel primo nucleo, 4Science è cresciuta insieme al suo team. Chi c’era dall’inizio ha visto l’azienda evolvere accogliendo nuove competenze e nuove energie: dottori in scienze umanistiche, tecnologi, linguisti, matematici, sviluppatori e project manager che ogni giorno si confrontano e imparano gli uni dagli altri.
In questo intreccio di saperi è nata la nostra cifra più autentica: saper progettare soluzioni solide e interoperabili, ma anche flessibili e adattabili ai contesti più diversi. È proprio questa varietà di sguardi a permetterci di parlare con naturalezza la lingua dei ricercatori, dei bibliotecari, dei tecnici IT e del management, costruendo insieme a loro strumenti che funzionano nella vita quotidiana delle istituzioni che seguiamo.
Continuiamo ad attrarre e valorizzare giovani talenti, persone curiose, competenti e motivate, che portano nuova linfa e idee sempre più innovative, contribuendo a mantenere viva la cultura collaborativa che da sempre ci distingue.
Guardare avanti con una sfida: raggiungere un numero sempre maggiore di istituzioni
In questi dieci anni, 4Science è cresciuta insieme alla community di DSpace, in cui oggi riveste un ruolo di primo piano nel guidare l’evoluzione della piattaforma. È anche un punto di contatto stabile tra la community, le università e i centri di ricerca di molti Paesi del mondo, una rete che ci rende orgogliosi e ci motiva a fare sempre di più.
Ma il lavoro non si ferma qui!
Stiamo ampliando il nostro impegno in tutti gli ambiti dell’Open Science e del Cultural Heritage, con due iniziative in cui crediamo profondamente:
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4Science Academy, nata per condividere non solo tecnologie, ma anche competenze e metodologie. Con la Academy accompagniamo i nostri stakeholder a un uso sempre più consapevole e strategico della tecnologia, aiutandoli a integrarla con efficacia nelle pratiche quotidiane in un mondo che cambia rapidamente.
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DSpaceWay, la novità del 2026, pensata per accompagnare nella transizione al digitale anche le istituzioni più piccole o con minori risorse. Un servizio SaaS sostenibile e interoperabile che rende la ricerca e il patrimonio culturale facilmente reperibili, collegabili, riusabili e condivisibili. Con DSpaceWay, il sapere non resta confinato, ma si diffonde, si connette e genera nuova conoscenza anche in questi contesti.
E ora?
Il prossimo passo è continuare a innovare senza perdere la nostra identità: quella di persone curiose, appassionate di ricerca e di beni culturali, abituate a lavorare in squadra, fianco a fianco con le istituzioni.
Ora è tempo di fermarci un attimo, guardare indietro e dire grazie.
A chi c’era dall’inizio, a chi è arrivato lungo il cammino, a chi ci sceglie ogni giorno per costruire insieme un modo migliore di condividere sapere.
Festeggiamo i nostri primi dieci anni con lo stesso entusiasmo del primo giorno: e con la certezza che il meglio, proprio come la conoscenza, deve ancora venire.
Mar 24, 2026
Siamo lieti di comunicare il Go-Live ufficiale del nuovo DSpace-CRIS di Cornell University, consultabile all’indirizzo Cornell eCommons :: Home

Con questo importante traguardo, il patrimonio di ricerca della Cornell è ora disponibile nella nuova piattaforma DSpace-CRIS, completamente aggiornata, potenziata e progettata per offrire un’esperienza d’uso più efficiente.
Cornell University, punto di riferimento globale per la produzione scientifica e tecnologica, rafforza così il proprio impegno verso l’Open Science, garantendo che risultati, scoperte e contributi scientifici siano liberamente consultabili, riutilizzabili e condivisibili all’interno della comunità accademica e oltre.
Cosa cambia con il nuovo DSpace-CRIS?
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Accessibilità completa dei contenuti nella nuova versione del repository, ora pubblicamente disponibili sulla piattaforma aggiornata.
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Significativi miglioramenti di performance, con tempi di risposta più rapidi e una gestione ottimizzata anche per grandi volumi di dati.
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Usabilità potenziata grazie a un’interfaccia più chiara, fluida e orientata alle esigenze dei ricercatori e degli utenti finali.
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Integrazione avanzata del modello CRIS
Il Go-Live del nuovo repository DSpace-CRIS rappresenta un passo deciso verso una ricerca più trasparente, collaborativa e orientata all’impatto. Cornell University dimostra ancora una volta come la condivisione della conoscenza sia un elemento fondamentale per accelerare il progresso scientifico e generare valore per la società.
Siamo orgogliosi di aver accompagnato Cornell in questo percorso e di contribuire al futuro dell’Open Science tramite soluzioni tecnologiche avanzate e pienamente orientate alla comunità della ricerca.
Visita il repository
I volti 4Science: conosciamo Francesco Pio, Software Analyst
Francesco Pio, aka Pio (o per i più intimi Piuccio), entra a far parte di 4Science nel lontano 2018.
È praticamente un veterano nonostante la sua giovane età anagrafica, il che lo rende un vecchio dentro.
Infatti siamo dinanzi ad un paradosso vivente: 8 anni di esperienza e soli 28 anni di età, praticamente mentre tutti i suoi coetanei si chiedevano cosa volessero fare da grande, lui aveva già imboccato la strada dell’open science.
Entra in 4Science come sviluppatore software e c’è da dire che in questo lungo periodo ne ha viste moltissime, saltando come una trottola tra rilasci in produzione il venerdì sera, bug fixing dell’ultimo minuto su problemi che nemmeno si pensava di avere, il classico NullPointerException a riga 42 e il solito “ma questo funzionava sulla mia macchina“.
Pio, sostenitore accanito del movimento “il codice ha sempre ragione“, è tra quelli che, dinanzi ad un presunto problema, procedono sempre ad analizzare il codice per confermare la problematica e poi fornire la relativa risoluzione.
Inoltre crede fermamente nel Rubber Duck Debugging, perché una paperella di gomma che ti fissa intensamente con sguardo vacuo, oltre ad essere un ottimo soprammobile, ti aiuta a ragionare.
Nel tempo ha raffinato le sue competenze di analisi tecnica e risoluzione dei problemi (non quella di Windows), tant’è vero che oggi vanta la spilletta di Software Analyst: praticamente è nel gruppetto di quelli che analizzano tecnicamente le problematiche, studiano la loro fattibilità e forniscono soluzioni, o almeno questo è quello che raccontano.
Pio, che praticamente è stato cresciuto in 4Science, ha sposato fin dal principio i movimenti cardine, tra cui l’open access e, più in generale, l’open science.
Crede fermamente che si debba fornire libero accesso alla conoscenza, senza barriere né confini.
Questo gli permette di essere super motivato nel fornire la sua competenza tecnica al servizio di istituzioni che vogliono condividere il loro sapere con tutto il mondo.
Nel mondo tech è amante dell’open source e contribuisce attivamente nella community internazionale dietro DSpace.
Ovviamente non è sull’open science 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Infatti continua a studiare a La Sapienza di Roma per conseguire la laurea in Informatica.
Mentre nel tempo libero coltiva i suoi hobby, tra cui i giochi da tavolo, la lettura di libri a patto che siano distopici, fantasy o di fantascienza.
Inoltre ha una passione per il pianoforte, tant’è vero che si diletta nello studio di spartiti musicali di canzoni famose in modo da poterle riprodurre in momenti speciali.
Ci tiene a sottolineare che non siamo a livelli altissimi e rassicura il mondo intero che non siamo dinanzi al nuovo Beethoven.
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