Liberabit si rinnova – È online la nuova versione di Liberabit, la digital library dell’Università degli Studi di Salerno, dedicata alla conservazione, alla fruizione e alla valorizzazione del patrimonio librario e archivistico dell’Ateneo e delle istituzioni partner.
Concepita come un ecosistema in costante evoluzione, Liberabit raccoglie e organizza fondi librari e archivistici, collezioni di periodici, materiali documentari e iconografici, offrendo una visione ampia e strutturata del patrimonio culturale universitario. La piattaforma consente una consultazione chiara e immersiva degli oggetti digitali, favorendo l’accesso sia della comunità accademica sia del pubblico non specialistico interessato alla storia culturale e intellettuale del territorio.
Un ruolo centrale è svolto dai periodici storici, risorsa fondamentale per lo studio della produzione scientifica, letteraria e divulgativa tra Otto e Novecento, e dai fondi personali, che restituiscono il contesto di produzione delle opere e delle attività intellettuali. Tra questi, particolare rilievo assume l’Archivio Domenico Rea, presentato durante le due giornate di studio “Le carte di don Mimì. Domenico Rea poeta” (26–27 gennaio 2026, Università degli Studi di Salerno – Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”), dedicate a riscoprire l’opera di una delle voci più originali del Novecento italiano attraverso manoscritti, documenti personali e materiali d’archivio. Il fondo documenta in modo organico l’attività letteraria e giornalistica dello scrittore, offrendo a studiosi e ricercatori materiali essenziali per l’approfondimento della sua opera e del panorama culturale del Novecento italiano.
Accanto all’Archivio Rea, Liberabit ospita numerosi altri fondi e raccolte specialistiche, oltre a collezioni periodiche e documentarie che testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio conservato dall’Università di Salerno. La digital library si configura come un vero e proprio spazio di incontro tra biblioteche e archivi, capace di valorizzare materiali eterogenei all’interno di un ambiente plurale ma coerente.
Il progetto, realizzato con il supporto tecnico di 4Science, si basa su DSpace‑GLAM, integrato con lo standard IIIF (International Image Interoperability Framework), che permette di visualizzare, confrontare e riusare le immagini digitali in modo interoperabile tra piattaforme diverse, garantendo una gestione sostenibile delle collezioni e modalità di consultazione avanzate (zoom, confronto affiancato, annotazioni). La nuova versione di Liberabit rafforza quindi il ruolo della digital library come strumento strategico per la memoria, la ricerca e la condivisione del patrimonio culturale, confermandosi come un progetto aperto e in continuo arricchimento.
Visita Liberabit: https://www.liberabit.unisa.it/home
