I volti 4Science: conosciamo Susanna Mornati, pioniera dell’Open Access 

Susanna è una persona che ha bisogno di capire e credere in quello che fa. Non accetta imposizioni o verità assolute, la devi conquistare. È una persona che se le porti un’idea, ti guarda, ti ascolta con quella faccia che sembra che stia già pensando a tre cose contemporaneamente, e poi parte: la smonta, la rimonta, la rigira. Guarda l’idea controluce e da mille angolazioni diverse. E tu sei lì che pensi “ok, forse la mia idea non era un granché?”, e invece no, è che Susy ha bisogno di capire se una cosa sta in piedi davvero prima di crederci. E quando ci crede, quando ha deciso che sì, ha senso, allora lì succede qualcosa. Perché Susy che crede in qualcosa è una forza della natura, una di quelle persone che ti trascina e ti viene voglia di seguirla anche se non hai capito bene dove state andando.

Il motto “Strong People with Strong Opinions” calza a pennello per Susy, perché lei è esattamente quello. Ha opinioni fortissime, costruite in trent’anni e passa di lavoro, di progetti, di cose che ha visto funzionare e cose che ha visto non funzionare, di quelle che devi prenderle a martellate la domenica. Ma la cosa incredibile è come Susy ti racconta le cose. Perché Susy prende roba tipo i metadati, i protocolli OAI-PMH, le architetture CRIS, i principi FAIR, tutta roba che normalmente ti farebbe venire voglia di fingerti morto… e te la spiega come se fosse la cosa più naturale del mondo. Tipo una ricetta. “Prima fai questo, poi fai quest’altro, e il motivo è questo qui, vedi?” E tu capisci. Che tu sia un rettore, uno sviluppatore al primo giorno, un bibliotecario, un project manager che di solito annuisce e poi googla di nascosto: con Susy capisci. Tutti capiscono. Perché per lei il sapere che resta chiuso in una stanza non serve a niente, e questa cosa la vive proprio – non è una frase che dice tanto per dire.

E in effetti, pensandoci, tutta la sua carriera è stata esattamente questo. Aprire le cose, “stapparle”. Quando in Italia l’Open Access era praticamente fantascienza, Susy era già lì a costruirne le fondamenta. Prima al CERN, a Ginevra, dove ha lavorato al Servizio di Informazione Scientifica. Poi in CILEA, dove ha tirato su il progetto AEPIC e PLEIADI, che era il primo portale italiano per la letteratura scientifica ad accesso aperto. Era a Messina nel 2004, quando le università italiane hanno firmato quella Dichiarazione storica che ci ha allineato alla Dichiarazione di Berlino. Poi in CINECA, dove ha fatto adottare lo standard CERIF a 66 università italiane in meno di un anno e sposare veramente il mandato dell’open access e open science promuovendo sistemi aperti ed interoperabili in luogo di sistemi adottati inconsapevolmente per meri adempimenti burocratici – roba che se la racconti a qualcuno del settore ti dice “impossibile” e invece è successo. Ha condiviso esperienze, creato partnership e tessuto amicizie all’interno di network internazionali quali euroCRIS, COAR, la Research Data Alliance, la comunità DSpace dove è riconosciuta per esperienza e autorevolezza. Infine, con 4Science ha portato il suo approccio anche oltreoceano, fino in Perù, dove il sistema CRIS nazionale finanziato dalla Banca Mondiale porta la sua impronta. Si potrebbe andare avanti a lungo, ma il punto è un altro.

Il punto è che in mezzo a tutto questo, Susy è sempre rimasta Susy. Quella che se ti chiede come stai lo vuole sapere per davvero, mica per cortesia. Quella che è capace di essere felice per i traguardi degli altri, quella che ama veder crescere le nuove leve. Quella che quando ti spiega una cosa fa sentire anche te intelligente.

Susy è il volto di 4Science di questo mese perché ha sempre messo gli altri prima di lei, ma a settembre va in pensione ed è doveroso ringraziarla di cuore per quello che ha condiviso, per averci reso quello che siamo ed aver scritto in maniera indelebile nei nostri cuori il motto di 4Science, Share your Knowledge.

Firmato da ciascuno di noi: grazie, Susy.

Il bello deve ancora venire.

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