Il 13 gennaio l’Università di Firenze ha ospitato un convegno di presentazione di Impronte Digitali, la nuova digital library del Sistema Bibliotecario di Ateneo: 4Science ha avuto l’onore di partecipare con un intervento su visione e sviluppo di DSpace-GLAM.
Durante la presentazione, i relatori hanno ripercorso la storia, gli obiettivi, le sfide e le prospettive che stanno guidando la realizzazione della biblioteca digitale, offrendo un confronto ricco tra mondo accademico, istituzioni e innovazione tecnologica. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti dell’Università di Firenze, del Ministero della Cultura e Claudio Cortese, Chief Solutions Officer di 4Science.
Particolarmente significativo l’intervento di Claudio Cortese, che ha approfondito la genesi della piattaforma DSpace-GLAM, illustrandone la visione strategica alla base dello sviluppo: creare un ecosistema digitale capace di valorizzare, preservare e rendere accessibile il patrimonio culturale di archivi, biblioteche e musei. Ha inoltre analizzato le principali sfide tecnologiche e organizzative, dal tema dell’interoperabilità tra sistemi alla gestione sostenibile dei dati nel lungo periodo, fino alle prospettive future, evidenziando il ruolo chiave dell’innovazione e della collaborazione tra istituzioni culturali e partner tecnologici.
Sono disponibili online:
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l’intervento di Claudio Cortese sulla piattaforma DSpace-GLAM: Impronte Digitali, la nuova digital library delle biblioteche di Ateneo
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il programma e le presentazioni di tutti gli interventi: Impronte Digitali, la nuova digital library delle biblioteche di Ateneo. Un evento e una mostra diffusa | News | SBA – Sistema Bibliotecario di Ateneo | UniFI
Ad oggi, Impronte Digitali conserva e valorizza il primo nucleo di materiali digitalizzati del Sistema Bibliotecario di Ateneo. Gli utenti possono navigarne i materiali non solo a partire da entità gerarchiche quali fondi archivistici, riviste e collezioni digitali (ad esempio, Ricettari medici e farmacopee – Impronte Digitali), ma anche attraverso percorsi tematici specifici (come Antichi mestieri: un itinerario fotografico – Impronte Digitali).
La nuova digital library si basa su DSpace-GLAM, la soluzione open-source altamente evoluta che consente una gestione flessibile, sicura e scalabile dei beni digitali, nel rispetto degli standard GLAM italiani e internazionali.
A livello di flusso di caricamento e aggiornamento delle risorse digitali, vista la corposità di una parte consistente dei materiali di Unifi, il gruppo di lavoro ha prediletto l’uso di strumenti di importazione massiva delle risorse – grazie a funzionalità quali import MAG, import CSV e import XLS.
Nel progetto di avvio, inoltre, è stata posta una cura speciale all’esperienza utente durante la ricerca, che è strutturata per affiancare ai canali multipli di ricerca anche funzionalità di esplorazione contestuale, grazie alla metadatazione dei beni e alla preconfigurazione di relazioni tra entità. Grazie a questo approccio, Impronte Digitali valorizza la rete semantica e logica in cui si inserisce il materiale digitale. In aggiunta alle informazioni descrittive, Impronte Digitali permette inoltre di sfogliare e analizzare il patrimonio digitalizzato, grazie alla presenza del visualizzatore avanzato Mirador (basato sullo standard IIIF).
Fino al 10 febbraio 2026 resterà aperta al pubblico una mostra fisica presso otto sedi bibliotecarie dell’Università di Firenze, per esporre gli originali dei testi digitalizzati e fruibili in Impronte Digitali.